L'iceberg dei Costi Nascosti nella Progettazione degli Impianti di Trattamento dei Rifiuti

Una guida per gli imprenditori che vogliono evitare ritardi, perdite finanziarie e ottenere il meglio dal  loro investimento.

Il 70% degli impianti di gestione dei rifiuti supera il budget iniziale a causa di errori di progettazione.

Uno studio di settore ha evidenziato la drammaticità del problema dei costi nascosti nella progettazione degli impianti di gestione dei rifiuti. Ignorare questo rischio può avere conseguenze devastanti per le aziende, con ritardi, perdite finanziarie e persino la messa a rischio del business stesso.

Se conosci le storie di imprenditori che hanno investito in un progetto che si è rivelato un incubo finanziario a causa di costi nascosti, la storia di Marco ti risulterà familiare.

L'incubo del budget: “Come un impianto mal progettato ha quasi affondato la mia azienda”

Marco, titolare di un'azienda di medie dimensioni, era entusiasta del suo nuovo progetto: un impianto di gestione dei rifiuti all'avanguardia che avrebbe rivoluzionato il suo business. Tuttavia, l'entusiasmo si è presto trasformato in incubo quando i costi del progetto hanno iniziato a lievitare incontrollatamente. Errori di progettazione e scelte sbagliate dei materiali hanno portato a ritardi, inefficienze e problemi operativi che hanno fatto schizzare il budget alle stelle. L'azienda di Marco si è trovata sull'orlo del baratro, a un passo dalla bancarotta.

Episodi come questo hanno spinto il team della Nuovo srl a fare chiarezza sugli strumenti per evitare i 5 costi sommersi nella progettazione degli  impianti di gestione dei rifiuti. In questa guida, presentiamo l’iceberg dei costi nascosti e come evitarli per ottenere il massimo dal proprio investimento.

I 5 strati dell’Iceberg dei Costi Nascosti.

Investire nella progettazione di un impianto di trattamento rifiuti è un'avventura entusiasmante, ma come in ogni viaggio, ci sono insidie da evitare. Proprio come un iceberg nasconde la maggior parte della sua massa sotto la superficie, anche un progetto può celare costi nascosti che vanno chiariti con chiarezza e competenza.

Il primo strato dell’iceberg è quello più sommerso e il quinto è quello più vicino alla superficie. In questa esposizione  partiamo dal livello più sommerso perché è il più grave, e via via risaliamo in superficie, verso la punta dell’iceberg,  ma ogni livello presenta un conto molto salato.

  1. Il primo dei 5 costi nascosti: la scelta errata del sito

La scelta di un terreno inadeguato può trasformare qualsiasi progetto in una palude di costi e ritardi.

Secondo uno studio di settore,  1 impianto su 5 sorge su un terreno che nasconde trappole come la contaminazione del suolo.

Immagina il Dott. Verdi, un brillante imprenditore che ha investito tempo e denaro nel suo impianto di gestione dei rifiuti, solo per scoprire che il terreno su cui sorge è contaminato. A questo punto scoprirà che bonificare il sito può diventare un incubo finanziario, con costi che variano da 100 a 1.000 euro al metro quadrato.

Ma non è tutto: ritardi nell'ottenimento di permessi e autorizzazioni possono allungare i tempi di realizzazione del progetto oltre i 12 mesi, con oneri aggiuntivi che raggiungono i 100.000 euro.

Senza dimenticare i costi di trasporto dei rifiuti: un sito mal posizionato può tradursi in chilometri in più da percorrere, con un aggravio di 0,10-0,50 euro per chilometro per ogni tonnellata di rifiuti.

E’ emblematico il caso di un impianto di compostaggio che evitiamo di nominare nel rispetto della privacy. L’impianto fu costruito su un terreno non idoneo, causando la contaminazione delle falde acquifere e richiedendo una bonifica dal costo di oltre 1 milione di euro.

Cosa tenere a mente:

  • Costi di bonifica: da 100 a 1.000 euro/mq
  • Ritardi e oneri permessi: dai 6 e oltre 12 mesi, da un minimo di 30.000 e oltre 100.000 euro
  • Maggiori costi di trasporto: da 0,10 a 0,50 euro/km per tonnellata
  1. Il secondo dei 5 costi nascosti: una progettazione inadeguata del sistema di trattamento

Un'analisi di 100 impianti di trattamento dei rifiuti ha rilevato che oltre il 15% presentava carenze progettuali che ne compromettevano l'efficienza e la conformità alle normative.

Torniamo nei panni del Dott. Verdi che ha investito le sue migliori energie in un impianto di gestione dei rifiuti, solo per scoprire che il sistema di trattamento non è all'altezza.

Cosa significa?

  • Energia sprecata e costi alle stelle: fino al 20% di consumo energetico in più rispetto a un impianto ben progettato, con un aumento dei costi di gestione che può superare i 500.000 euro all'anno.
  • Problemi operativi e guasti frequenti: l'impianto non funziona come dovrebbe, richiedendo interventi di manutenzione e riparazione che possono costare fino al 10% del costo di investimento annuale.
  • Rischio di multe e sanzioni: la mancata conformità alle normative ambientali può comportare sanzioni pecuniarie fino a 500.000 euro e addirittura sanzioni penali.

Un caso reale è quello di un impianto di incenerimento mal progettato che ha avuto un'efficienza energetica inferiore del 20% rispetto alle aspettative, con un aumento dei costi di gestione di oltre 500.000 euro all'anno.

Come evitare questa trappola?

La M.A.P. (Mappatura Analitica Preventiva) è uno strumento che in tre settimane presenta  a) una diagnosi delle problematiche reali, b) Le linee guida per evitare i costi nascosti e c) Le azioni coerenti per l'attuazione delle linee guida.

Cosa tenere a mente:

  • Efficienza energetica: un sistema ben progettato può ridurre significativamente il consumo di energia e i costi di gestione.
  • Affidabilità: un sistema di trattamento efficiente dovrebbe funzionare senza intoppi e richiedere una manutenzione minima.
  • Conformità alle normative: è fondamentale rispettare tutte le normative ambientali per evitare sanzioni e multe.
  1. Il terzo dei 5 costi nascosti: la sottovalutazione delle dimensioni dell'impianto

Cosa succede se il Dott. Verdi scopre che il suo impianto non è abbastanza grande per gestire il volume di rifiuti che aveva previsto?

Sarà costretto ad affrontare:

  • Ampliamenti costosi: un impianto sottodimensionato richiede spesso ampliamenti costosi, che possono far lievitare il costo iniziale fino al 50%.
  • Ritardi nell'avvio: la necessità di modificare l'impianto può ritardare l'avvio del progetto di almeno 6 mesi.
  • Mancata efficienza: un impianto che lavora al di sopra della sua capacità progettuale è meno efficiente e più soggetto a guasti.

Un esempio concreto che cita spesso il direttore tecnico della Nuovo srl illustra il caso di un impianto di biodigestione progettato per una capacità di 10.000 tonnellate/anno che dopo due anni è stato costretto a passare a 20.000 tonnellate/anno, con un costo aggiuntivo di 15 milioni di euro.

Perché succede? Beh, la stima del volume di rifiuti da trattare è un processo complesso influenzato da diversi fattori, come la crescita economica, l'andamento demografico e le normative in materia di gestione dei rifiuti. Se a questo si aggiunge un errore di progettazione nella stima della quantità di rifiuti o della capacità di trattamento dell'impianto, il gioco è fatto e c’è da pagare il conto!

Come si evita la sottovalutazione delle dimensioni dell’impianto?

Ecco alcune indicazioni:

  • Effettua uno studio approfondito del mercato: prenditi il ​​tempo necessario per analizzare il contesto e stimare correttamente il volume di rifiuti da trattare, tenendo conto di tutti i fattori in gioco.
  • Progetta l'impianto con una capacità di riserva: non limitarti alla stima iniziale, ma prevedi una capacità di trattamento superiore per far fronte a eventuali aumenti di volume futuri.
  • Affidati a partner esperti: scegli professionisti competenti e con una comprovata esperienza nella progettazione di impianti di gestione dei rifiuti. La loro competenza sarà una garanzia di accuratezza e affidabilità.

Tieni a mente:

Lo scopo della M.A.P. (Mappatura Analitica Preventiva) è di favorire una visione cristallina e accurata della progettazione e  delle dimensioni dell'impianto.

Investi tempo e risorse nella pianificazione, scegli i giusti professionisti e non aver paura di prevedere un po' di margine: in questo modo, il tuo impianto di gestione dei rifiuti sarà pronto ad affrontare qualsiasi sfida futura.

 

  1. Il quarto dei 5 costi nascosti: la scelta di tecnologie obsolete o non idonee

Il ciclo di vita medio delle tecnologie per la gestione dei rifiuti è di 20 anni, ma molte tecnologie diventano obsolete in meno di 5 anni.

Il nostro caro Dott. Verdi è un imprenditore capace e attento, ma in questo caso non è stato aiutato nella scelta delle tecnologie adatte alle sue esigenze.

Cosa comporta la scelta di tecnologie inadatte?

  • Bassi rendimenti: l'impianto non produce i risultati attesi in termini di quantità di rifiuti trattati e di materiali riciclati (perdite di produzione dal 20% in su)
  • Produttività ridotta: l'impianto è lento e inefficiente, con conseguenti perdite di tempo e denaro.
  • Maggiori costi di manutenzione/riparazione: le tecnologie obsolete sono più soggette a guasti e richiedono interventi di manutenzione frequenti e costosi (fino al 20% del costo di investimento annuale).
  • Obsolescenza rapida: le tecnologie evolvono rapidamente e l'impianto potrebbe diventare obsoleto in pochi anni, richiedendo costose sostituzioni (dal 50% del costo iniziale in meno di 5 anni)

Un esempio concreto: un impianto di riciclaggio di plastica ha dovuto sostituire le sue linee di produzione dopo 5 anni a causa dell'obsolescenza tecnologica, con un costo di 5 milioni di euro.

Perché succede?

  • Scelta errata della tecnologia: la scelta di una tecnologia non idonea al tipo di rifiuti da trattare o alle esigenze specifiche del progetto può avere conseguenze negative.
  • Mancanza di aggiornamento: le tecnologie per la gestione dei rifiuti evolvono continuamente e non aggiornarsi alle ultime innovazioni può portare all'obsolescenza precoce dell'impianto.
  • Pressione sui costi: la scelta di tecnologie obsolete può essere motivata da un iniziale risparmio economico, ma a lungo termine si traduce in costi maggiori.

Come evitare il quarto costo nascosto?

Ecco tre consigli chiave per una scelta oculata.

Prima di tutto, bisogna prendersi il tempo necessario per esplorare diverse tecnologie.

Con una esperienza di più di tre decenni alle spalle, ecco la regola che ha sempre accompagnato le scelte del direttore tecnico della Nuovo: “Mai limitarsi alla prima opzione che si trova, ma confronta diverse soluzioni per valutare le prestazioni, le innovazioni e i loro pro e contro.” Naturalmente bisogna sempre considerare fattori come il tipo di rifiuti da trattare, la capacità di trattamento desiderata, l'efficienza energetica e l'impatto ambientale.

Secondo, scegli partner esperti e competenti.

Scegli professionisti con una comprovata esperienza nella progettazione di impianti di gestione dei rifiuti e che siano al passo con le ultime innovazioni tecnologiche. Assicurati che la loro reputazione sia solida e che siano in grado di realizzare impianti efficienti e affidabili.

Terzo, pianifica fin da subito un piano di ammodernamento periodico dell'impianto.

L'obsolescenza tecnologica è ineluttabile, quindi è fondamentale prevedere un budget dedicato all'aggiornamento dell'impianto per mantenerlo competitivo e adattarlo alle nuove tecnologie emergenti. Progetta l'impianto in modo flessibile e modulare per facilitare l'integrazione di nuove soluzioni in futuro.

Investire tempo e risorse nella scelta di tecnologie adeguate e nella pianificazione di aggiornamenti periodici è fondamentale per evitare i costi nascosti associati all'obsolescenza. In questo modo, potrai garantirti un impianto di gestione dei rifiuti efficiente, performante e duraturo nel tempo.

La tecnologia è in continua evoluzione, e le scelte odierne avranno un impatto significativo sul futuro del progetto.

  1. Il quinto dei 5 costi nascosti: una pianificazione inadeguata

Prima di salutare il Dott. Verdi, indossiamo ancora una volta i suoi mocassini,  e condividiamo con lui la delusione che ha provato quando si è reso conto che la mancanza di pianificazione dettagliata causava ritardi, errori e costi imprevisti.

Cosa significa?

  • Errori di esecuzione: lacune nella pianificazione possono portare a errori durante la costruzione, con conseguenti ritardi e costi aggiuntivi.
  • Ritardi nei lavori: un impianto non correttamente pianificato può richiedere da 3 a 6 mesi in più per essere completato, con un impatto significativo sul tuo budget e sul tuo calendario.
  • Costi imprevisti: la mancanza di pianificazione può far emergere problemi imprevisti durante la costruzione, richiedendo interventi costosi non preventivati.
  • Difficoltà di integrazione: un impianto non progettato per integrarsi con i sistemi esistenti può richiedere modifiche e adattamenti costosi.

Un esempio concreto: un impianto di trattamento dei rifiuti da 10 milioni di euro con una progettazione inadeguata ha subito ritardi di 6 mesi e costi aggiuntivi fino a 5 milioni di euro, pari al 50% del costo di investimento iniziale.

Le conseguenze della mancanza di pianificazione dettagliata possono trasformarsi in un incubo di costi nascosti e ritardi frustranti. Infatti, quando il caro Dott. Verdi si è ritrovato a  fare i conti con ritardi di 6 mesi, ha dovuto affrontare costi aggiuntivi fino al 50% del suo investimento iniziale. Ed è proprio quello che è successo ad un impianto da 10 milioni di euro, con costi lievitati a 15 milioni!

Perché succede?

Progettare un impianto di gestione dei rifiuti non è come costruire una casa, richiede competenze specifiche e attenzione ai dettagli. Se ti affidi a progettisti, bravi sulla carta, ma inesperti o privi delle conoscenze adeguate, il rischio dei costi sommersi aumenta considerevolmente.

Nondimeno, la via d’uscita è nota: pianificare con cura!  Non si scappa dalla regola: investire tempo e risorse nella pianificazione dettagliata di ogni fase del progetto è fondamentale per evitare errori e costi imprevisti.

Ogni progetto è un’avventura entusiasmante!

Investire nella progettazione di un impianto di trattamento rifiuti è un'avventura entusiasmante, ma resta cruciale la scelta del business partner che deve  dimostrare la sua competenza e una comprovata esperienza nella progettazione di impianti di gestione dei rifiuti: la competenza di chi progetta la gestione dell’impianto è una garanzia di prestazioni e affidabilità.

Inoltre, predisporre un piano di comunicazione efficace è fondamentale per evitare confusione e ritardi. Assicurati che tutte le parti coinvolte nel progetto siano in costante contatto e che le informazioni fluiscano in modo chiaro e trasparente.

Una guida per gli imprenditori che vogliono le migliori prestazioni dal  loro investimento.

Esiste una  soluzione rassicurante che può aiutarti a evitare le trappole dei costi sommersi?

Sì, deve aiutarti a mappare la progettazione dell'impianto in modo modulare e deve facilitare l'integrazione tra i sistemi esistenti e l'adattamento a future esigenze e deve aiutarti a monitorare costantemente l'avanzamento del progetto in modo da intervenire tempestivamente in caso di problemi e minimizzare i ritardi e i costi aggiuntivi. Ma devi procedere per gradi e il primo passo è la Mappatura Analitica Preventiva (M.A.P.).

Dulcis in fundo: il successo lascia tracce..

Il successo imprenditoriale dei nostri clienti testimonia  come la progettazione della gestione di un impianto deve prevenire i costi nascosti che mettono a rischio un progetto. Se vuoi sapere come hanno fatto i nostri clienti a realizzare un impianto di gestione dei rifiuti efficiente e redditizio, ecco il filo rosso delle loro storie di successo.

Parti da qui.

Chiedi una consulenza per ricevere la M.A.P.  in modo da avere una visione cristallina per:

  • Scegliere il sito adatto: evitando un terreno potrebbe richiedere una bonifica, etc.
  • Progettare un sistema di trattamento efficiente: riducendo il consumo energetico e i costi di gestione.
  • Dimensionare correttamente l'impianto: per far fronte all'aumento del volume di rifiuti in futuro.
  • Scegliere le tecnologie più avanzate: garantendo un'elevata efficienza e una lunga durata.
  • Pianificare il progetto con cura: evitando ritardi e costi imprevisti.

 

NOTA. Solo una volta al mese — il primo mercoledì di ogni nuovo mese — gli esperti della Nuovo srl offrono una consulenza di 30 minuti allo scopo di mappare sia le condizioni attuali del tuo impianto che le opportunità per migliorarne le prestazioni e l’ampliamento delle sue capacità.   Per fissare un appuntamento si può compilare il form sul sito www.nuovosrl.it  o si può chiamare il numero 3388960449